Posizionamento dei siti web: l’importanza della search intent

search intent, intenzioni di ricerca

Ci sono moltissimi articoli riguardanti il posizionamento dei siti web, e una buona parte di questi riguardano l’aspetto fondamentale dell’ottimizzazione on-page.

L’ottimizzazione on-page è fondamentale per il posizionamento SEO, in quanto serve a comunicare a Google di cosa parliamo nel nostro sito, quali tematiche o argomenti trattiamo.

In genere per ottimizzare le pagine web è necessario modificare e impostare in maniera corretti molti elementi, come le URL (che dovranno essere user friendly, cioè esplicative del tema della pagina e facili da leggere), i titoli, gli H1, le immagini (che saranno ottimizzate nei titoli e nell’alt-tag), e altri elementi che fanno parte del testo e del contenuto della pagina.

Ciò che spesso non viene sottolineato, però, è che l’ottimizzazione del contenuto deve avvenire su un contenuto che è già coerente con la search intent, altrimenti tutto il nostro lavoro di ottimizzazione potrebbe non servire a nulla, e persino la link building potrebbe non dare i risultati sperati.

La search intent: come sfruttarla per posizionare un sito

Quindi spieghiamo bene cos’è questa search intent, e perché è così importante per posizionare un sito web sui motori di ricerca.

Quando effetuiamo una ricerca su Google, il motore di ricerca cerca di stabilire di cosa abbiamo bisogno.

Cerca di intuire se stiamo cercando informazioni (kw informazionale), oppure se vogliamo andare su un sito specifico (navigazionale), o ancora se vogliamo acquistare o effettuare delle azioni specifiche (transazionale). Cerca anche di capire se stiamo cercando qualcosa (un business, un negozio, un servizio) vicino a noi, oppure no. Cerca quindi anche di intuire se la nostra ricerca è di tipo locale, senza bisogno che noi inseriamo il nome della città.

Per questo motivo prima di ottimizzare le pagine del nostro sito dobbiamo controllare se quello che offriamo, a livello di contenuti, rispecchia una determinata ricerca.

L’argomento è molto importante, ed è un’attività che io stesso attuo sempre quando devo fare posizionamento per un sito web e che ho approfondito sul mio blog, j factor. Quindi è bene fare degli esempi concreti, studiando i siti che sono già posizionati sul motore di ricerca.

Andiamo su Google.it e cerchiamo “capsule caffè lavazza”.

In prima pagina troviamo il sito ufficiale Lavazza e altri risultati. Ciò che accomuna tutti questi risultati è che tutti offrono la possibilità di acquistare le capsule.

E’ quindi molto probabile che Google associ a questa ricerca un search intent collegato all’acquisto di un prodotto.

Se abbiamo un e-commerce in cui offriamo e vendiamo questo prodotto potremo quindi concorrere per la prima pagina.

Se, invece, il nostro è un blog in cui parliamo di capsule lavazza, sarà bene puntare a parole chiave diverse, perché probabilmente un blog, che non offre la possibilità di acquistare le capsule, farà più fatica a posizionarsi in prima pagina.

Questo perché Google preferisce, per questa query, gli e-commerce.

Certo, potremo ottimizzare l’articolo del nostro blog per la parola “capsule caffè lavazza”, inserendo tale kw nel titolo, nella url, nell’alt tag dell’immagine e così via, ma il risultato probabilmente non sarà performante, perché, nonostante l’ottimizzazione completa, Google considererà il blog non in linea con l’intento di ricerca.

Cambiamo quindi query, e cerchiamo “consigli migliori cialde caffè”.

In prima pagina, nel momento in cui scrivo, sono presenti sia e-commerce, che blog contenenti consigli e recensioni, i quali non vendono direttamente prodotti, ma utilizzano link affiliati verso e-commerce esterni per guadagnare, come Amazon e E-Bay. Oltre questi risultati è presente anche un forum, in cui gli utenti chiedono consigli sull’argomento, per eventuali futuri acquisti.

E qui arriviamo al punto: Google ritiene che chi esegue questa ricerca è interessata all’acquisto del prodotto, ma probabilmente sta ancora valutando quale acquisto fare. Non ha ancora deciso quale cialda acquistare, e sta cercando informazioni a riguardo.

Di conseguenza in prima pagina vengono proposti, in questo caso, anche blog e forum, contenenti articoli, informazioni e pareri sui prodotti in questione.

Se abbiamo da posizionare quindi un blog che parla di caffè possiamo concorrere per questa parola chiave, e avremo maggiori probabilità di successo, dato che sono presenti in prima pagina altri blog.

Se invece possediamo un e-commerce, per sfruttare anche questa parola chiave possiamo creare un blog associato all’e-commerce, e andare a ottimizzare un articolo su questo argomento.

La valutazione del contenuto non si limita alla dicotomia blog – e-commerce, ma bisogna ampliare la propria visione, controllando più nello specifico i contenuti dei siti ben posizionati sul motore di ricerca.

Facciamo un altro esempio, e cerchiamo “automobili anni 60”.

Osserviamo i risultati di ricerca: sono presenti blog, che spesso mostrano le auto più belle o caratteristiche di quegli anni, e anche molti video YouTubeNon sono presenti annunci di vendita relativi ad automobili d’epoca.

Google evidentemente ritiene che tale query sia di tipo informazionale: chi esegue la ricerca sta probabilmente cercando informazioni.

Ma, come accennato poco sopra, andiamo più nello specifico: che tipo di informazioni stiamo cercando, secondo il motore di ricerca?

Informazioni probabilmente visive. Questo perché ci sono in prima pagina diversi video YouTube, e anche gli articoli dei blog presentano molte immagini, accompagnate da descrizioni.

Se vogliamo fare posizionamento per il sito web per tale query, dunque, potremo essere aiutati da un sapiente (e abbondante) uso di immagini, perché Google sembra in questo caso apprezzarle molto.

Un’ultima osservazione da fare riguarda le ricerche locali.

Non tratterò in questo articolo le ricerche “esplicitamente” locali, in cui quindi scriviamo chiaramente il nome della città (es: “avvocato milano”).

Voglio piuttosto soffermarmi sulle ricerche che sono trattate da Google come locali anche se noi non scriviamo espressamente il nome di una città.

Capita spesso, infatti, quando ricerchiamo determinati servizi o corsi, di trovare in prima pagina e nelle mappe locali dei risultati relativi alla località in cui viviamo.

Facciamo un esempio: cerchiamo su Google.it “corso di cucina”.

Non specifichiamo la città. Ecco i risultati che ho eseguendo tale ricerca, anche in navigazione anonima:

posizionamento siti web search intent

Io vivo a Bari. Come si può notare, pur non avendo specificato la città, Google ha ricavato la mia posizione e mi ha mostrato risultati spesso relativi alla mia città.

Puoi fare la prova anche tu: cerca su Google “corso di cucina” e noterai molti risultati relativi alla tua città. Vedrai quindi molti risultati diversi rispetto ai miei, perché se fai questa ricerca da Firenze Google non ti mostrerà risultati relativi a Bari.

Questo, nella pratica, vuol dire che posizionare un sito web in tutta Italia per la ricerca “corsi di cucina” può essere complesso, dato che Google spesso preferisce mostrare risultati locali.

Sarebbe quindi opportuno, se offriamo tale tipo di servizio sul nostro sito, ottimizzare lo stesso per una ricerca locale, quindi andando a puntare sul posizionamento del sito web in prima pagina per una determinata località.

Questi esempi dimostrano quanto, ben prima di ottimizzare i contenuti del nostro sito web, sia importante studiare la SERP, valutando e osservando quali sono i risultati di ricerca.

Così facendo saremo sicuri che i nostri sforzi di ottimizzazione e linkbuilding troveranno terreno fertile, e che il motore di ricerca sarà addirittura contento di poter portare il nostro sito web ad avere visibilità.

Autore Filippo Jatta – JFactor.it

 

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